Marengo oro: i marenghi da investimento più comuni

Il Marengo d’oro, chiamato anche napoleone, fu inizialmente coniato dalla Francia nel 1801 durante il periodo napoleonico ed aveva un valore nominale di 20 franchi. E’ stato poi adottato durante l’Unione Monetaria Latina da altri 25 Stati tra i quali Belgio, Svizzera, Spagna, Grecia, Austria, Romania, Bulgaria, Serbia, Venezuela e Italia. I Marenghi da investimento più comuni acquistabili sul mercato sono quelli di Italia, Austria, Francia, Belgio e Svizzera (edit: la Grecia è stata aggiunta) ed hanno tutti le stesse caratteristiche (con differenti effigi) avendo un valore nominale di 20 franchi (20 lire per l’Italia). Il motivo per cui questi Stati coniarono monete con lo stesso valore nominale e stesso peso risiede nel fatto che fu creata nel 1865 l’Unione Monetaria Latina che adottò un regime di cambi fissi (valute convertibili in oro e argento a un prezzo fisso) che durò fino al 1927 dopo che l’Unione si sciolse definitivamente.

Caratteristiche: Peso: 6,451 g  – Diametro: da 21,00 a 22,00 mm – Titolo: 900,00‰ – Oro puro: 5,806 g

Valore marengo attuale*: €  199,97
*Valore in base al contenuto di oro. Scopri anche la quotazione di altre monete d’oro.

Maggiori informazioni sul marengo si possono consultare su Wikipedia. Di seguito analizzeremo principalmente solo i marenghi da investimento, tralasciando o accennando solamente i marenghi d’oro di valore numismatico e non scambiati come monete di borsa.

MARENGO ORO ITALIANO – 20 LIRE

Il marengo è la moneta d’oro da investimento a cui in Italia si è più legati per tradizione storica e perché a noi più vicina. Sono poco scambiate fuori dall’Italia ma molto ricercate e facilmente scambiabili nel nostro Paese. Per quanto riguarda il marengo italiano da investimento ne esistono di due tipi emesse entrambe ai tempi dei Savoia: essi hanno le effigi di Vittorio Emanuele II e Umberto I (mentre quelle del Regno di Sardegna e di Vittorio Emanuele III sono meno comuni e non ve ne sono in quantità per considerarle monete da borsa). In Italia il marengo d’oro è stato coniato a partire dal 1861 fino al 1923, tuttavia le monete da investimento scambiate sul mercato sono quelle del secolo diciannovesimo poiché coniate in quantità maggiori. Mentre il mezzo marengo ha un valore nominale di 10 lire, tutti i marenghi italiani hanno un valore di 20 lire, un peso di 6,451 g, titolo 900,00‰ e una quantità di oro puro di 5,806 g.

VITTORIO EMANUELE II (1850-1878)

marengo oro italiano 20 lire

Marengo d’oro italiano – 20 lire del 1857 di Vittorio Emanuele II

Vittorio Emanuele II è stato regnante del Regno di Sardegna e ha poi visto e partecipato all’Unità d’Italia facendo coniare marenghi d’oro durante entrambe le epoche. Tuttavia le monete d’oro da investimento, per la loro quantità e disponibilità sul mercato sono soltanto alcuni anni dopo la creazione dello Stato Italiano. Gli anni più disponibili sul mercato sono il 1862, 1863 e 1865 anni in cui ne furono coniati da 1 a 3 milioni di esemplari.

Gli altri anni dal 1850 al 1878 in cui i marenghi sono stati emessi sotto il regno di Vittorio Emanuele II sono disponibili in maniera minore sul mercato e anche a seconda del loro stato di conservazione potrà essere richiesto un sovrapprezzo rispetto al valore dell’oro della moneta.

Le zecche durante il Regno di Sardegna erano Torino e Genova (Milano nel 1860), mentre a partire dall’unità d’Italia la zecca di Genova non fu più utilizzata. Le monete vennero coniate nelle zecche di Torino, Milano e successivamente Roma.

UMBERTO I (1879-1897)

marengo oro Umberto I 1882

Marengo oro italiano – 20 lire del 1882 – Umberto I

Alla fine del diciannovesimo secolo Umberto I fu il regnante che dispose la coniazione di monete. Il suo busto compare nel rovescio delle 20 lire d’oro che continuano a circolare durante l’Unione Monetaria Latina. Anche per Umberto I ci sono molti anni in cui le monete emesse si contano solo in poche decine di migliaia di esemplari. Le monete più comuni sono quelle del 1882 (oltre 6 milioni di esemplari) e del 1881 (oltre 800.000 mila esemplari).

I marenghi d’oro sotto il regno di Umberto I sono stati tutti coniati nella zecca di Roma, abbandonando così le zecche di Torino e Milano.

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MARENGO D’ORO FRANCESE – 20 FRANCHI

Oltre ad essere il primo marengo coniato nel 1801 sotto il periodo napoleonico per celebrare la vittoria dei francesi sugli austriaci a Marengo (attualmente in provincia di Alessandria), il marengo francese ha molte varianti e la Francia è il Paese che ha coniato più varietà di marenghi. Questo avvenne per la varietà di imperatori che hanno guidato il Paese a intermittenza con i passaggi repubblicani creando una moltitudine di varianti che sono oggi ricercati dai numismatici.

I primi marenghi ritraggono il profilo di Napoleone sul dritto insieme alla dicitura di Napoleone console o imperatore. Data l’importanza del personaggio e dal valore storico questi marenghi sono molto ricercati dai collezionisti: si pensi per un numismatico avere tra le mani la testimonianza dell’impero di Napoleone con il passaggio da console a imperatore dei primi dell’Ottocento oltre che il passaggio dal calendario rivoluzionario francese al calendario gregoriano a partire dal 1806.

In seguito vennero coniate monete con i ritratti di Luigi XVIII (1814-1824), Carlo V (1824-1830) e Luigi Filippo (1830-1848) prima della transizione alla Seconda Repubblica (1848-1951).

NAPOLEONE III (1852-1870)

marengo francia 1855 Napoleone III

Marengo d’oro francese – 20 franchi del 1855 di Napoleone III

Prima del marengo coniato dal 1853 al 1860 da Napoleone III come imperatore e raffigurante sul retro rami di ulivo e quercia con la scritta “EMPIRE FRANÇAIS”, esiste anche un marengo del 1852 che ritrae lo stesso Luigi Napoleone Bonaparte come presidente della Repubblica Francese, prima di diventare imperatore nello stesso 1852.

Dal 1861 al 1870, insieme al ritratto di Napoleone III sul dritto, si trova raffigurato sul retro l’effige dello stemma dell’impero francese. I marenghi coniati sotto la guida dell’imperatore Napoleone III sono piuttosto comuni e possono facilmente essere trovati e scambiati sul mercato rendendoli una possibile scelta per un investimento in monete d’oro.

TERZA REPUBBLICA (1871 – 1898)

marengo francia 20 franchi 1897 terza repubblica

Marengo d’oro francese – 20 franchi del 1897 della Terza Repubblica

Con l’avvento della Terza Repubblica, la coniazione di monete si è adeguata rappresentando l’incisione di “REPUBLIQUE FRANÇAISE” che avvolge l’angelo che scrive sulla pergamena. Sul retro invece il motto francese di “LIBERTÉ EGALITÉ FRATERNITÉ” che ha ispirato la rivoluzione quasi un secolo prima. Oltre alla costante dei rami di quercia è incisa la denominazione di 20 franchi del marengo con la data di coniazione.

Anche questa variante è molto comune ed alcuni anni possono essere facilmente trovati e scambiati come moneta di borsa.

TERZA REPUBBLICA (1899 – 1914) GALLETTO

Marengo oro francia 1914 - galletto terza repubblica

Marengo oro francese – 20 franchi del 1914 della Terza Repubblica con galletto

Uno dei marenghi francesi che fanno parte delle monete d’oro da investimento è quello che rappresenta un gallo sul fronte della moneta. E’ stato coniato durante la Terza Repubblica francese dal 1899 e 1914 ed è la seconda variante del periodo. Durante tutti gli anni ne sono stati coniati diversi milioni di esemplari e sono piuttosto comuni. L’unico anno in cui se ne è coniati meno di un milione è stato l’anno 1900.

Per questo è possibile trovare sul mercato una buona offerta per questa particolare variante di moneta che raffigura sul retro il profilo di una donna con il copricapo (rappresentante la Repubblica Francese) e la dicitura “REPUBLIQUE FRANÇAISE”. Sul dritto della moneta il gallo, la denominazione del marengo di 20 franchi con l’anno e l’incisione del motto repubblicano francese “LIBERTÉ EGALITÉ FRATERNITÉ”.

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MARENGO D’ORO AUSTRIACO – 20 FRANCHI, 8 FIORINI

FRANCESCO GIUSEPPE I (1870-1892)

marengo austria 1892 francesco giuseppe

Marengo d’oro austriaco del 1892 – Francesco Giuseppe I

I marenghi austriaci sono stati emessi a partire dal 1870. Tuttavia, le monete di borsa sono da considerarsi solamente le coniazioni della zecca austriaca che questa ha emesso negli anni successivi. In particolare i riconii avvenuti nel secolo seguente hanno incisa la data del 1892 come nella foto accanto ed è l’unica versione austriaca di marengo che è abbastanza comune e liquida da essere scambiata come moneta da investimento.

Sul fronte della moneta è rappresentato il profilo dell’imperatore Francesco Giuseppe I che regnò l’Impero Austro Ungarico dal 1848 fino alla prima guerra mondiale (1916), mentre al rovescio due aquile imperiali separano la doppia denominazione di 20 franchi e 8 fiorini.

 


 

MARENGO D’ORO DELLA SVIZZERA – 20 FRANCHI

Il marengo svizzero, ha come gli altri marenghi, le stesse caratteristiche. E’ stato coniato dal 1871 al 1949. Tuttavia le monete coniate nel 1871 e dal 1883 al 1896 sono monete da collezione. Le monete di borsa sono prevalentemente gli anni più comuni delle monete della confederazione coniate dal 1897 al 1949.

CONFEDERAZIONE ELVETICA – Prima variante (1883-1896)

marengo svizzero - 20 franchi 1883 confederazione

Marengo svizzero del 1883 – 20 franchi della confederazione

La prima variante di marengo elvetico, escludendo per la rarità (poche centinaia) le emissioni del 1871 e 1873, è stata coniata a partire dal 1883 fino al 1896. Nonostante la quantità delle monete coniate sia leggermente superiore a quelle dei decenni precedenti questa variante di marengo è ancora poco comune per essere considerata una moneta di borsa.

Infatti in questi anni la tiratura dei marenghi svizzeri è stata di qualche centinaio di migliaia di pezzi (dai 100.000 ai 400.000 circa) che rendono le monete coniate in questi anni di interesse collezionistico e numismatico fornendo loro un valore che è più elevato del valore dell’oro in esso contenuto. Chi desidera avere un marengo degli anni che vanno dal 1883 al 1896 dovrà essere disposto a pagare un sovrapprezzo per la rarità.

Queste monete presentano sul dritto il profilo di una donna e la dicitura “CONFEDERATIO HELVETICA” e la scritta “LIBERTAS” sul fermaglio dei capelli posto sopra la fronte. Sul retro invece l’alloro racchiude lo scudo crociato elvetico, la denominazione di 20 franchi e l’anno di coniazione.

CONFEDERAZIONE ELVETICA – Seconda variante (1897-1949)

marengo svizzero

Marengo oro svizzero del 1930 – 20 franchi

Sono i più comuni marenghi elvetici di borsa. Sul dritto è rappresentato lo scudo elvetico crociato fra dei rami di quercia, è indicato l’anno in basso e la denominazione di 20 franchi .Invece sul rovescio vi è il profilo di una donna con delle trecce con sullo sfondo le montagne elvetiche insieme alla scritta rappresentante la nazione “HELVETIA”.

 

 

 


MARENGO D’ORO DEL BELGIO – 20 FRANCHI

Anche il Belgio ha dei marenghi interessanti dal punto di vista dell’investimento in monete d’oro. I primi coniati vennero emessi sotto Leopoldo I a intermittenza tra il 1834 e il 1865 e sicuramente meno comuni di quelli del suo successore Leopoldo II. Le monete non in bellissimo stato del 1865 possono assumere un valore di moneta da investimento.

LEOPOLDO II (1866-1882)

marengo belgio 1867 leopoldo II

Marengo oro belga del 1867 – Leopoldo II

Leopoldo II ha regnato come Re del Belgio dal 1865 al 1909 quando è morto a 74 anni. Avendo regnato durante il periodo coloniale, Leopoldo II è stato anche capo dello Stato Libero del Congo dal 1885 al 1908 che ha comandato come regno privato. Il regno privato venne poi annesso nel 1909 dal Belgio diventando così colonia belga e prendendo il nome di Congo Belga.

Diversi milioni di pezzi sono stati coniati sotto il regno di Leopoldo II ed è possibile trovare in commercio molte monete di questo periodo e in particolare le monete coniate tra il 1867 e il 1878. Sul dritto il ritratto del sovrano Leopoldo II Re del Belgio e la data di coniazione, mentre sul rovescio appare lo stemma coronato e la denominazione di 20 franchi.

 

RE ALBERTO (1911-1914)

Durante il suo regno che durò dal 1909 al 1934, Re Alberto coniò dei marenghi solamente nel periodo antecedente la prima guerra mondiale. Solo la moneta del 1914 può essere trovata e scambiata sul mercato come moneta da investimento sebbene ve ne siano circa 125.000 pezzi (per ciascuna versione linguistica) e può talvolta essere richiesta una maggiorazione specialmente se la moneta è tuttora in condizioni splendide o vicine al fior di conio.

La moneta rappresenta il profilo di Re Alberto sul dritto, mentre sul rovescio sono raffigurati uno stemma incoronato, la denominazione di 20 franchi e l’anno di coniazione. Esistono due versioni del marengo di Re Alberto: una con la dicitura in francese e l’altra con la dicitura in olandese.


MARENGO D’ORO DELLA GRECIA – 20 DRACME

La Grecia prese parte all’Unione Monetaria Latina nella seconda metà dell’Ottocento e coniò, come gli altri Paesi diversi marenghi che circolarono come moneta a cavallo di due secoli. I marenghi avevano un valore di 20 dracme. Il primo marengo venne coniato nel 1852 mentre l’ultimo venne coniato oltre un secolo dopo nel 1970. Tuttavia essi vennero coniate solamente in 6 annate da 4 regnanti diversi. Vediamoli assieme:

RE OTTO (1852)

Re Otto coniò il primo marengo nel 1852 con una bassa tiratura di appena 16 pezzi (Fonte: Standard Catalog of World Coins 1801-1900). Con una così bassa tiratura è un anno molto ricercato dai collezionisti ed anche l’unico marengo da 20 dracme coniato da Re Otto durante il suo regno. La coniazione è avvenuta a Vienna.

RE GIORGIO I (1869-1876-1884)

Re Giorgio coniò il marengo in tre anni differenti. Tuttavia specialmente quelli coniati nel 1869 e nel 1876 sono molto rari e non considerate monete da investimento. Nel 1884 ne furono coniate 550.000 rendendola leggermente più comune sul mercato odierno. Le coniazioni sono state effettuate alla zecca di Parigi.

RE GIORGIO II (1940)

Nel 1940, a Unione Monetaria Latina inoltrata, Giorgio II ha emesso una moneta con le stesse caratteristiche del marengo e con denominazione di 20 dracme che, non essendo emessa per la circolazione ed emessa in 200 pezzi fondo specchio, è piuttosto rara e difficile da trovare. La moneta è stata emessa per celebrare il quinto anniversario del ritorno alla monarchia. La coniazione della moneta è stata fatta a Birmingham, nel Regno Unito.

RE COSTANTINO II (1970)

In occasione dell’anniversario della rivoluzione del 21 aprile 1967, durante il periodo dei Colonnelli, viene coniato un marengo la cui data incisa è il 1967. La moneta verrà coniata quindi in ritardo di tre anni in ricordo della rivoluzione. Per la prima volta non appare un regnante ma un soldato di fronte ad un’aquila con ali aperte. Anche questa moneta non è facile da trovare ed ha maggiormente un interesse da parte dei numismatici per la sua tiratura di appena 20.000 pezzi.


quotazione monete oro

Qui potrai troverai invece la valutazione dei marenghi e di altre monete d’oro.

 

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